Linux l’incompreso – riflessioni.

Riporto un pensiero interessante che ho letto in giro su un altro forum!

Questo è quello che penso di “Linux l’incompreso”. L’avevo scritto sul mio blog, ma vedo che calza all’argomento del post.
Anzitutto devo di re che si tratta di un post lungo, ergo chi non avesse intenzione di leggerselo tutto, è meglio che non lo legga per niente e faccia altro.
Io sono un utente Linux da diversi anni e pur essendolo con grande soddisfazione, non ho sviluppato quelle capacità hackeriane che, di solito, acchiappano gli utenti Linux di lunga data. Non ho nemmeno quell’atteggiamento fanatico che ha un po’ rotto i coglioni a chi si sente dire, irreparabilmente, che “Linux è la panacea di tutti i mali”.
Ho asserito svariate volte che Linux è un sistema pronto per l’uso desktop. Ma è pronto per chi?
Non certo per l’utente casuale o per chi usa programmi professionali chiusi, che non possono essere compatibili con il mondo Linux.
E’ un sistema pronto per i coraggiosi, per chi con il computer ha un rapporto un pochino più collaudato e profondo, per chi dedica tempo al proprio computer e lo configura secondo le proprie esigenze.
E’ un sistema che, oggi, non può oggettivamente essere venduto come merce qualsiasi, in balìa di acquirenti incoscenti e senza un minimo di cultura dell’impegno.
Linux è un sistema impegnativo, largamente configurabile certo, ma impegnativo, spesso desueto e solo qualche volta facile anche al babbeo. A mio avviso, è inutile, attualmente, pensare che Linux possa sostituire Windows, senza che prima venga fatta opera di conversione e conoscenza allargata nella cultura informatica popolare e senza che venga fatto del marketing un po’ più coraggioso e ricco.
E’ doloroso, per me, ammettere che Linux non è per tutti, ma è la cruda e – a mio vedere – rassicurante verità. Non lo sarebbe nemmeno se fossero venduti computer con Linux preinstallato. Una volta che l’utente avesse dei problemi con una periferica non supportata, sarebbe per lui molto difficile metterci una pezza e risolvere il guaio. Stessa cosa per le applicazioni professionali. Non ha senso vendere un sistema nel quale non girano quelle applicazioni professionali note nel mondo della informatica produttiva, a meno che non ce ne siano parigrado per Linux o che l’utente accetti questa condizione.
Proprio su quest’ultimo punto vorrei che ci fosse maggior coscenza e che si facesse in modo che gli interessati sappiano compiutamente cosa può fare per loro Linux e, soprattutto, cosa non può fare. Se l’utente deve fare una scelta, che scelta sia, informata, ponderata, realistica e sincera.
Linux per il desktop – La verità attuale
Non si tratta di analizzare cosa Linux è in grado di fare. A grandi linee Linux fa quello che fanno altri sistemi operativi. Quello che è importante è stabilire cosa non può fare, a tutt’oggi, per l’utenza desktop domestica e d’impresa.
Anzitutto Linux NON è:
Una sottoversione di Windows
Un sostituto di Windows
Un concorrente di Windows
Una versione di Windows a codice aperto
La soluzione ai problemi di Windows
Un antivirus
Poi Linux non può:
Usare i programmi nati per Windows – Ci sarebbe anche il modo (WINE), ma non è la stessa cosa e il computer lavora troppo.
Modificare i programmi per Windows – Il loro codice è, per la maggior parte, chiuso e non ci si può far nulla – legalmente
Rimediare agli errori di Windows – Non è proprio vero, ma riuscire a usare Linux per correggere gli errori di Windows non è proprio da utente medio
Usare i giochi per Windows – Non è del tutto vero, ma gli artifizi per poterlo fare invalidano le prestazioni del computer e richiedono comunque qualche artificio
Comportarsi come Windows – Chiamandosi Linux, essendo sviluppato da svariate migliaia di utenti di tutto il mondo, lo rende del tutto diverso
Poi bisogna anche dire che cosa non si trova per Linux.
Hardware certificato per Linux
La maggior parte del software professionale e la quasi totalità del software gestionale per aziende
Drivers per tutti i tipi di periferiche
Assistenza specializzata e personale informato su Linux
Le difficoltà attuali di Linux sono:
Assenza di supporto hardware al pari di quello disponibile per Windows
Scarso o assente software professionale e gestionale e personale che possa dare supporto
Poche imprese e società che investano in Linux e ne facciano il proprio credo imprenditoriale
Assenza di pubblicità
Disinteresse da parte dei produttori hardware
Egemonia di Microsoft
Documentazione non organica
Linux non è una buona scelta se:
Si usa Linux per dimenticare i guai di Windows
Non si ha voglia di impegnarsi
Si vogliono usare i programmi di Windows
Si vuol solo provare un sistema diverso, senza vere ragioni e senza documentarsi
Non si conoscono i metodi per mettere al riparo il contenuto del proprio computer
Si vuole un sostituto di Windows
Uomo avvisato …
Linux è un sistema difficile, se paragonato a Windows, per gli utenti Windows che hanno usato quel sistema per anni. Le abitudini sono assai difficili da rimuovere. Linux non è un fenomeno egemonico e non ha il favore dell’industria e della pubblicità e chi lo vuole usare deve prima capire che nessuno l’ha costretto a farlo e che, essendo una sua scelta, deve accollarsi il peso delle proprie scelte e delle cose che potrebbero non andare bene, senza protestare o lamentarsi.
In questo articolo vorrei che fosse chiaro che io non faccio sconti a nessuno. Ne a Linux da una parte, ne a chi Linux crede di conoscerlo e poi scambia la propria ignoranza con difetti di Linux. Chiedere aiuto è una cosa, criticare e lagnarsi denigrando è un’altra.
Ciò che può offrire Linux è tanto ed è in via di espansione, ma moltissimo dipende da quanto impegno ci vuole mettere chi vuole scoprire quanto può essere ricco e potente Linux. Trovare un tesoro è bellissimo, sperare che venga recapitato a casa è almeno improbabile.
Facili al lagno
Di cosa ci si può onestamente lamentare riguardo a Linux?
Lamentarsi significa esternare il proprio disappunto al riguardo di una ingiustizia subita. L’ingiustizia è una condizione per la quale, a fronte di una millantata opportunità globale, questa poi non venga rispettata/offerta/garantita al singolo o a tutti.
Che cosa ha millantato Linux per cui si è giustificati a lamentarsi?
Nulla!
Linux non ha promesso nulla a nessuno, non garantisce nulla. Ne deriva che lamentarsi di Linux è una ingiustizia. Semmai sarebbe proprio Linux – se fosse una persona – a doversi lamentare.
Spostiamoci quindi al vero problema. Le distribuzioni Linux possono essere fonte di lamentela, non certo Linux. Se una distribuzione promette un supporto hardware totale e poi non va su un comunissimo computer, allora ci si può lamentare per l’ingiustizia. Ma nessuna distro promette queste cose, quindi se una distro non funziona sul proprio PC, bisogna accettarlo e basta.
Bisogna accettarlo e basta!
Si è criticato Ubuntu perchè prometteva usabilità, facilità, intuitività a tutti, ma che, a detta di alcuni, sono state disattese in occasione dell’ultimo rilascio. Ammesso che sia vero, occorre anche tenere in conto che usabilità, facilità e intuitività sono qualità a percezione soggettiva.
“Questa si che è una distribuzione usabile!”
Dipende.
Se l’utente è un amministratore di sistema o un hacker, qualsiasi distro è usabile.
Se l’utente non è in grado nemmeno di lanciare un programma senza che ci sia l’assistente animato che gli dice come farlo, tutte le distro sono astruse e nemiche. Stessa cosa per facilità e intuitività. Ma vediamo in effetti di cosa si lamentano gli utenti.
Supporto hardware
E’ vero che se si ha la sfiga di avere hardware di ultimissima generazione, ci sono dei problemi ed è altrettanto vero che hardware datato fa fatica a sostenere il peso di una distribuzione Linux di ultima generazione (ma è un problema ben più grave con Windows, solo che in quel mondo il cambio forzato dell’hardware è visto come una ricchezza). Nell’un caso e nell’altro non è colpa di Linux. L’hardware di ultima generazione viene prodotto anche da chi non crede in Linux, per cui non ne rilascia i drivers per Linux. Anche società blasonate e con un mercato fiorentissimo, non credono in Linux (e non c’entra il discorso per il quale siccome ci sono troppe distribuzioni, non è possibile seguirle tutte. Basterebbe solo che i produttori rilasciassero i codici dei drivers, che qualche sviluppatore Linux ne produrrebbe la versione adatta a Linux) e non investono un centesimo per la compatibilità con esso.
Sebbene Linux creda nei produttori hardware e negli utenti, questa generosità non viene ricambiata, almeno non sempre.
In relazione a ciò, se una periferica non funziona, è del tutto inutile prendersela con Linux o con la distro Linux. Bisognerebbe contattare il produttore e fargli sapere che ha perso un cliente e fargli pubblicità negativa in tutto il circuito Linux ed anche non Linux.
Software
Il software per Linux è libero e gratuito nel 99% del suo ammontare. E’ opera di gente volenterosa, per la maggior parte non pagata, che fa quello che può, nel tempo e con quello che ha a disposizione. Nel mondo Windows invece, accanto a pochissime iniziative libere, aperte e gratuite che producono software libero, aperto e gratuito, la maggior parte del software è a pagamento, quindi sviluppato da gente pagata, che lavora su quel software ogni singolo giorno per dovere. E’ indubbio e quasi logico che ne derivi un software professionale di alto livello che, logicamente, soddisfa le esigenze professionali e d’impresa meglio di quello sviluppato gratuitamente e casualmente nel mondo Linux.
Per chi si accontenta di software generico, adatto a fare cose medie e generiche, Linux non è secondo a nessuno. Per chi cerca specifico software professionale, con nome specifico, prodotto da società specifiche, deve rimanersene in Windows e accettare questa cosa, oppure può usare dei magheggi che facciano girare quel software anche su Linux, ma ne deve accettare le limitazioni.
L’ideale sarebbe una versione di quel software fatta apposta per Linux, ma la può fare solo chi produce la versione per Windows e dato che non divulga il codice sorgente del suo software, viene perfino impedito a sviluppatori di terze parti, di accollarsi il peso dello sviluppo della versione per Linux.
Se il produttore di Photoshop, che mi pare si chiami Adobe, non produce la versione per Linux, è colpa di Linux o di Adobe?
Per usare Photoshop ci vuole Windows, è inutile incazzarsi con Linux perchè non fa girare Photoshop!
Alcuni affermano che il software per Linux è scadente. Può essere vero, ma va ricordato che si tratta di prodotti sviluppati volontariamente e senza una realistica prospettiva di guadagno e lo sviluppo potrebbe rallentare o cessare del tutto (e di esempi ce ne sono purtroppo moltissimi). Quindi di cosa ci si può oggettivamente lamentare?
Nel mondo Linux ci sono delle alternative a quasi tutto il software di Windows, se piacciono bene, altrimenti non bisogna usare Linux, punto.
Usabilità
L’usabilità di Linux è fonte di grandi discussioni. Linux è un sistema operativo che non si trova praticamente in nessun computer venduto nella grande distribuzione e questo è già un punto a sfavore della sua usabilità. Chi lo vuole usare se lo deve installare, punto.
Chi produce computer ha stipulato contratti e fa affari con chi produce sistemi operativi a pagamento ed ha intenzione di rimanere su tale piano economico, mantenendo un rapporto di scambio e business sostanzialmente vantaggiosi per entrambi. Linux, in una delle tante distro in attività, non è ancora un partner adeguato a garantire quel rapporto economico di cui sopra. Insomma Linux non produce denaro e questo è il vero problema di usabilità: Linux non è usabile per chi vuol ricavare denaro dall’informatica, non per chi usa il computer!
Tornando al problema usabilità per l’utente, Linux è un sistema che va installato e questo comporta che l’utente debba almeno informarsi su quale distro è adatta alle proprie necessità. Questo è un altro punto a sfavore. L’utenza potenziale e media, non ama leggere e non ama avere troppe opzioni; meglio essere obbligati che dover scegliere!
Stessa cosa per la installazione. Oggi installare un sistema Linux è una vera sciocchezza, ma è comunque una operazione delicata e richiede attenzione. Ma l’utente medio preferisce avere la pappa fatta. Meglio accettare che impegnarsi!
Una cosa che avvilisce alcuni utenti Linux è rappresentata dal fatto che qualche volta, a seguito dell’aggiornamento del sistema, un qualcosa che prima andava, dopo non va più. E’ una cosa antipatica, ma va anche detto che aggiornare non è un obbligo (mentre su Windows lo è, anche per questioni di sicurezza) e che prima di aggiornare è bene informarsi ed attendere che gli eventi evolvano. Se in Linux ci si può aspettare che le cose vadano bene, in Windows lo si dovrebbe pretendere, ma sembra che accada il contrario.
Una distribuzione Linux è diversa da Windows e questa diversità colpisce la sua usabilità in misura direttamente proporzionale al tempo che l’utente ha trascorso usando Windows. La presunta poca usabilità di Linux è da ricapitolarsi in una semplice “questione di abitudine”.
Conclusioni
Linux e le sue distribuzioni sono anzitutto una risorsa e una opportunità. Se fossero visti in questo modo, forse ci si atteggerebbe in un modo più accogliente e più conscio nei loro riguardi. Essi sono una libera scelta e il termine ‘libera’ non vuole affatto sottintendere “facile”, mettiamocelo in testa tutti quanti.
Scegliere di usare Linux vuol dire scegliere di cambiare, ma non di cambiare solo il sistema operativo nel proprio computer, ma anche di cambiare il proprio atteggiamento nei riguardi del proprio PC e dell’informatica. Significa cambiare il proprio livello di impegno e conoscenza, per non parlare del proprio livello di cultura.
Se non si ha ne voglia, ne tempo, non bisogna cambiare il sistema operativo, ma bisogna cambiare la propria vita e questo Linux non può proprio farlo.
Linux sarebbe per tutti, sono i tutti che non sono per Linux!

Fonte: borgio3 © forum.ubuntu-it.org


Opinione personale:

Bè .. non è una riflessione stupida, anzi, tutt’altro!! Io che seguo Linux dal ’92 (Praticamente dall’anno successivo in cui Linus Torvald ha informato in rete di aver messo a disposizione la prima release del “suo” sistema operativo!!) mi trovo d’accordo sul 90% delle affermazioni, e a dire il vero l’articolo mi ha anche divertito.   😀
Avrei diverse cose da contraddire all’autore di questo articolo, come la non disponibilità di operatori professionali ad utilizzare linux (guarda caso le PA adottano Linux al 80% nella propria infrastruttura IT o data center… dati alla mano), ma alcune cose che lui ha scritto, rispecchiano ciò che aveva detto lo stesso autore di Linux (Torvald) nel messaggio di annuncio della prima release: “Non aspettatevi nulla, non farà nulla di più di far girare un compilatore C nel mio 386 e di ciò che dovevo dimostrare a livello accademico. Nulla di più e nulla di meno.

… guardate cos’è diventato…   😉

Gabo

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